Radicali: sospeso lo sciopero della fame e autosospesa la delegazione radicale dai gruppi parlamentari Pd

 

I Dirigenti dei soggetti politici Radicali e Parlamentari Radicali, con Emma Bonino e Marco Pannella, hanno inviato stamane una lettera al segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani e ai dirigenti Pd Franco Marini, Enrico Letta e Maurizio Migliavacca. nella quale esprimono la richiesta di “una giornata di dialogo e di confronto fra gli organi dirigenti del Pd e quelli della “Galassia Radicale” per analizzare la situazione di straordinaria gravità nella quale oggi la “democrazia reale”, italiana (e non solo), sta precipitando le nostre istituzioni”.
 
Partendo dall’obiettivo di “immediatamente ed effettivamente far vivere e rafforzare” l’alleanza con il PD, i Radicali definiscono “assolutamente inadeguata l’opera della opposizione democratica per realizzare un’alternativa all’attuale “Regime” e “del tutto carenti analisi e dibattiti che dovrebbero poter mobilitare il popolo italiano e la comunità internazionale ed europea, per superare la drammatica condizione di fuorilegge delle nostre Istituzioni” a cominciare da quella della giustizia e delle carceri italiane “giunte ormai a condizioni imparagonabili, in peggio, a quelle dello sciagurato periodo fascista”. Proprio sulle carceri i Radicali registrano la “convergenza tra PDL e PD, l’IDV e la LEGA contro le proposte Radicali sostenute per mesi con azioni nonviolente” come esempio di “azione trainante di LEGA e IDV nei confronti di PDL e PD, con il persistente risultato di una vera e propria scelta di “delinquenza professionale” contro la legalità internazionale, europea ed italiana”, una scelta della quale “non possiamo e non intendiamo minimamente farci complici”, scrivono.
Altri esempi di riflessi del PD definiti “non consoni alle pur da voi proclamate volontà di lotta contro i continui fatti compiuti da parte del Regime italiano in violazione della sua propria legalità” sono quelli relativi alla campagna elettorale delle regionali quando “il PD ha promosso senza adeguate motivazioni la manifestazione contro azioni e iniziative governative per poi pronunciarsi – quasi in contemporanea il nostro compagno Bersani con il presidente Berlusconi – contro il rinvio tecnico delle elezioni, e dunque contro la possibilità di avere le prescritte quattro settimane di campagna elettorale”, ponendosi così “in una condizione subalterna, passiva e rassegnata alla prevista invasione violenta, illegale del Presidente del Consiglio, assolutamente determinante quantomeno per le sconfitte laziale e piemontese.” I Radicali rilevano come il Pd “non abbia voluto fare tesoro della pluridecennale esperienza radicale di lotte per l’affermazione dei diritti politici e civili degli italiani a una informazione radiotelevisiva completa e corretta”, ad esempio impedendo il rispetto del Regolamento della Commissione di Vigilanza oppure, oggi, comportandosi in modo dilatorio rispetto all’opportunità di una Presidenza radicale della Commissione di garanzia sul pluralismo radiotelevisivo della Regione Lazio.
 
In conclusione, Radicali comunicano che “in ottemperanza e secondo la nostra tradizione nonviolenta, per quanto ci riguarda, unilateralmente, i nostri compagni sospenderanno lo sciopero della fame che conducono da quasi un mese in segno di fiducia e di speranza, mentre le nostre delegazioni nei gruppi di camera e senato si autosospendono politicamente dalla partecipazione ai lavori dei rispettivi gruppi parlamentari fino alla tenuta dell’incontro.

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